lunedì 5 marzo 2012

MADRE CATTIVA O STREGA?


                                           

Nicolina Raimondo

      La madre “cattiva”: un cordone ombelicale che non nutre né si allenta


  Sono caduti i tabù sull'immagine della madre perfetta e oblativa, è stato riconosciuto che l’istinto materno è qualcosa che non è innato e scontato nella donna, e dobbiamo, sia pure con dolore, ammettere che le madri cattive esistono.

  La Medea che uccide i figli è sempre esistita nel tempo, ma oggi più che mai si nasconde nell’intimità della casa e nelle modalità della comunicazione, ammazzando psicologicamente i figli  in tanti modi.

   Madri manipolatrici, che usano i figli per le proprie strategie di controllo, ma fingono di agire per  "il  loro bene”; madri soffocanti,  che ne spengono la personalità e il talento; madri narcisiste, che considerano i figli un ornamento; madri anaffettive, fredde e pericolose; madri in carriera, che li affidano alle tate e li dimenticano; e poi madri che abusano dei figli; madri distruttive, madri omicide, drogate, madri che usano i figli come strumento nelle loro insensate guerre contro il partner che vogliono distruggere a tutti i costi.

  A livello relazionale comunicativo sono madri che non sanno rimproverare, gratificare, sostenere, incoraggiare, proteggere, tranquillizzare, insegnare, ma, sanno solo squalificare, criticare, demotivare, scoraggiare, opprimere, intimidire, ricattare, imbrogliare e sedurre.

  Tante mamme usano continuamente il ricatto morale che porta  il bambino alla fusionalità, suscita sensi di colpa creando quei legami invisibili difficili da sciogliere nella vita.                                                 
Madri che portano il figlio ad escludere i propri desideri, gusti e volontà per accontentarle e  riceverne un riconoscimento, forse ignorano che lo stanno  rendendo per sempre dipendente, pertanto, non autonomo, spersonalizzato, e naturalmente,  privo di autostima.
Il figlio pensa di doverla ricompensare, con i suoi acconsentimenti, per “i sacrifici”che fa, ricolmarla  per tutte le delusioni, i dolori, le sofferenze subite e vissute.
  Madri del genere non meriterebbero nemmeno l’appellativo di madre, generalmente sono donne piene di dolore che causano altro devastante dolore: non amano, non sanno coltivare amore e annullano la presenza attiva del padre.

  Le persone che hanno la sfortuna di averne una, nella vita con dolore dovranno imparare a darsi da sole, diventando una buona madre per se stessi,  ciò che la madre non sa elargire in amore, rispetto, sostegno, consolazione e accettazione.
  Dovranno darsi personalmente quelle attenzioni, quel riconoscimento che non ricevono dalla donna che le ha messe al mondo.
   E' pesante digerire, assimilare ed elaborare, la delusione, il dolore, il risentimento, il tradimento, che la donna che le ha generate e partorite, deputata pertanto ad amarle, ad educarle, ad insegnare loro le vie del mondo e come percorrerle, è venuta meno al suo compito di Madre sfruttando, manipolando e maltrattando.

  Si rimane bisognosi e quindi cercatori di quell’amore, di quel riconoscimento, di quello sguardo avvolgente, appagante e saziante.
  Si possono avere tanti riconoscimenti e tante gratificazioni nel lavoro e nella società, tanto successo, ma, nel profondo, rimane un vuoto incolmabile che si manifesta soprattutto nella vita di famiglia, nei comportamenti con le persone più care e in modo particolare con i figli.

   E’difficile costruire da grandi un’autostima che, oserei dire non è stata “benedetta“ da piccoli, è difficile colmare quel bisogno di affettività, d’amore, restato inappagato nei giorni dell’infanzia,   è difficile curare queste ferite, forse rimarginate e pur sempre doloranti. Ma non è impossibile.
          

3 commenti:

  1. PURTROPPO ESISTONO MADRI CHE CON IL LORO ERRONEO COMPORTAMENTO ,SONO IN QRADO DI "CONDANNARE" AD UN FUTURO INFELICE I LORO FIGLI,DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE...L'UNICA VIA D'USCITA E' LA PRESA DI COSCIENZA DEL FIGLIO E LA SUA FORZA INTERIORE PER RICONOSCERE TALE SHEMA DI COMPORTAMENTO E LIBERARSENE,NON FACENDOSI "CONDIZIONARE" MA LAVORANDO SU SE STESSO E SULLA SUA AUTOSTIMA,COSI' DA DIVENTARE UN GENITORE MIGLIORE.COMUNQUE DOVE ESISTE UNA" MADRE CATTIVA" ESISTE ANCHE UN PADRE ASSENTE,FISICAMENTE,MORALMENTE,PSICOLOGICAMENTE,UN PADRE IMMATURO E INFANTILE E IRRESPONSABILE,UN PADRE CHE PUR DI NON RIBBELLARSI ED IMPORSI ALLE INTEMPERANZE DELLA MOGLIE,USA LA STRATEGIA DELLO STRUZZO...LE CONSEGUENZE POSSONO ESSERE DEVASTANTI PER I FIGLI,MASCHI O FEMMINE CHE SIANO.

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  2. Io sono rimasta così traumatizzata dal rapporto terribile che ho avuto con mia madre che non ho voluto diventare madre a mia volta, e non mi sono mai pentita della mia scelta. Posso dire con la coscienza pulita :"non ho fatto del male a un'innocente".

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  3. Sono figlia di una madre anaffettiva che mi ha cresciuta a pane e sensi di colpa. Mio fratello (più piccolo di me e maschio desideratissimo) è stato trattato come un principe e quindi soffocato. Lui è scappato dall' Italia appena ha potuto. Io mi sono sposata ed ho avuto due figli, desideratissimi. Con tanta fatica, sono riuscita a non reiterare, a non imitare mia madre nei suoi comportamenti, grazie anche all'aiuto di mio marito. Lo sforzo è immenso, la mia autostima guardando lei (che peraltro vive con noi!) si fa microscopica, ma guardo i miei figli, felici di vivere e sereni e mi rendo conto che la fatica è ripagata.

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